
Una giornata al mare, una passeggiata in montagna, un pomeriggio al parco. A volte basta poco perché la pelle di un bambino diventi rossa, calda e dolente.
Le scottature da sole nei bambini sono frequenti, soprattutto in estate, ma non vanno trattate con leggerezza. Nella maggior parte dei casi si risolvono in pochi giorni con semplici accorgimenti, ma rappresentano comunque un danno della pelle provocato dai raggi ultravioletti. Per questo è importante sapere cosa fare subito, cosa evitare e quando è necessario sentire il pediatra.
La scottatura solare è una reazione della pelle a un’esposizione eccessiva ai raggi UV. Può comparire dopo una giornata al mare, ma anche in città, in montagna o durante una giornata nuvolosa.
Il primo segnale è di solito il rossore: la pelle appare calda, sensibile e dolorante. Nei casi più intensi possono comparire gonfiore, vesciche, febbre, brividi o malessere generale.
Nei bambini la pelle è più delicata rispetto a quella degli adulti. Per questo può scottarsi più facilmente e richiede maggiore attenzione, soprattutto nei primi anni di vita.
La pelle dei bambini ha una minore capacità di difendersi dai raggi solari. Il rischio aumenta quando l’esposizione avviene nelle ore centrali della giornata, al mare, in piscina, in montagna o in presenza di vento, perché la sensazione di fresco può far sottovalutare l’intensità del sole.
Anche acqua, sabbia e superfici chiare riflettono i raggi UV. Questo significa che un bambino può scottarsi anche se sta sotto l’ombrellone o se il cielo non è completamente sereno.
Per i bambini sotto i 6 mesi, la raccomandazione è chiara: evitare l’esposizione diretta al sole. La protezione migliore, in questa fascia d’età, resta l’ombra, insieme a indumenti leggeri ma coprenti e cappellino.
I sintomi possono comparire alcune ore dopo l’esposizione. A fine giornata il bambino può avere:
Se compaiono vesciche, febbre, brividi, nausea, mal di testa o forte abbattimento, la scottatura potrebbe essere più importante e va valutata dal pediatra.
La prima cosa da fare è interrompere subito l’esposizione al sole. Il bambino va portato in un luogo fresco, all’ombra o in casa.
Per alleviare il fastidio si possono fare docce o bagni freschi, non ghiacciati, oppure applicare impacchi umidi e freschi sulla zona arrossata.
È importante anche far bere il bambino più spesso, perché la pelle scottata perde liquidi e il rischio di disidratazione aumenta, soprattutto se fa molto caldo.
Dopo aver rinfrescato la pelle, si può applicare una crema idratante o lenitiva adatta ai bambini, evitando prodotti profumati o irritanti. Se il dolore è importante, è meglio chiedere consiglio al pediatra prima di usare farmaci o creme specifiche.
In caso di scottatura solare è meglio evitare rimedi improvvisati. In particolare, non bisogna:
Le vesciche, quando presenti, sono un segnale di ustione più profonda. Romperle aumenta il rischio di infezione.
Una scottatura lieve tende a migliorare in 3-5 giorni. Se il rossore è più intenso, il fastidio può durare circa una settimana. Nei casi con vesciche o irritazione importante, la guarigione può richiedere più tempo.
Dopo alcuni giorni può comparire desquamazione: la pelle “si spella” perché elimina le cellule danneggiate. In questa fase è importante continuare a idratare la pelle e non grattare o rimuovere le pellicine.
È consigliabile contattare il pediatra se:
In caso di difficoltà respiratoria, forte debolezza, stato confusionale o peggioramento rapido, è necessario rivolgersi tempestivamente a un servizio di emergenza.
La prevenzione è la parte più importante. La crema solare aiuta, ma da sola non basta.
Per proteggere i bambini è utile:
Nei bambini piccoli, soprattutto sotto i 2-3 anni, la prima protezione resta quella fisica: ombra, vestiti, cappello e orari corretti. La crema solare è un aiuto, non un lasciapassare per restare al sole tutto il giorno.
Scottatura e colpo di calore non sono la stessa cosa, anche se possono comparire nella stessa giornata.
La scottatura riguarda la pelle: rossore, dolore, bruciore, vesciche.
Il colpo di calore riguarda invece l’organismo nel suo insieme e può dare febbre alta, debolezza, nausea, mal di testa, confusione, pelle molto calda e peggioramento generale.
Se un bambino, dopo una giornata al sole, appare molto abbattuto, confuso, non riesce a bere o ha sintomi importanti, è meglio non aspettare e chiedere subito una valutazione medica.
Una scottatura da sole nei bambini non è solo “pelle rossa”. È un segnale che la pelle è stata danneggiata dai raggi UV.
Nella maggior parte dei casi bastano ombra, fresco, idratazione e prodotti lenitivi adatti. Ma se compaiono vesciche, febbre, brividi, nausea, forte dolore o malessere generale, è importante contattare il pediatra.
Proteggere la pelle dei bambini oggi significa ridurre fastidi immediati, ma anche prendersi cura della loro salute nel tempo.