10 maggio 2021
Avete mai pensato a quali sono stati gli effetti sugli adolescenti durante la pandemia?
Studi scientifici riconosciuti a livello internazionale, uniti alle esperienze dirette di medici e personale sanitario, confermano un dato allarmante: se la pandemia ha avuto un effetto drammatico sulla vita sociale e la salute mentale di tutta la popolazione, i danni causati dal Covid-19 sono stati ancora più drammatici per la fascia più giovane della popolazione.
Nel 2020 si è riscontrato in bambini e ragazzi un significativo aumento di stati depressivi e ansiosi, apatia, attacchi di panico, autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, stati ipocondriaci, episodi di violenza ed uso di sostanze alcoliche o stupefacenti.
Chiediamo un’opinione in merito a questa preoccupante situazione al Dott. Gabriele Invernizzi, Psicoterapeuta della nostra equipe.
In questi mesi, e in particolare da dicembre 2020, ho osservato un aumento di richieste delle famiglie, sempre più preoccupate per l’impatto della situazione che stiamo vivendo sul benessere dei loro figli.
Anche a livello di sportello scolastico giungono studenti che accusano un aumento delle proprie fatiche.
In particolare, si segnala un aumento della sintomatologia legata ad un elevato livello di stress, con vissuti di ansia e disturbi del sonno, ritiro sociale, abuso di tecnologia, apatia e facile irritabilità.
Se nella prima fase della pandemia i disturbi esternalizzanti (disturbi del comportamento, ADHD, Disturbo Oppositivo-Provocatorio) hanno impattato maggiormente sull’equilibrio familiare, perché la prima reazione è stata legata alla rabbia, ora si assiste ad un aumento generalizzato dei livelli di ansia, legato all’incertezza.
Molti adolescenti inoltre manifestano vissuti depressivi, legati ad un senso di impotenza e rassegnazione verso il futuro.
Il cambio massiccio della routine e le differenti abitudini nella vita quotidiana hanno avuto un impatto significativo sul benessere psicologico di tutti noi, e in particolare sui giovani.
Le relazioni sociali, centrali nella costruzione dell’identità nell’adolescente, sono state fortemente limitate dalla situazione sanitaria. Inoltre, l’incertezza rispetto alla conclusione delle limitazioni crea nei ragazzi uno stato di attesa “passiva”, con conseguenti vissuti di apatia, depressione e percezione di impotenza.
Il passaggio online della didattica di ragazzi e bambini ha portato ad un aumento del tempo di utilizzo dei dispositivi elettronici; inoltre, smartphone e pc sono diventati veicoli delle relazioni tra pari.
Se da una parte questo ha permesso di mantenere i contatti con la scuola e con gli amici, dall’altra ha creato le condizioni per un abuso della tecnologia, e aumento l’esposizione ai pericoli della rete.
Alle famiglie è richiesto un controllo e un monitoraggio delle attività online, oltre che a un percorso di educazione digitale che consenta loro di muoversi in sicurezza su internet.
Risulta fondamentale attivare all’interno del nucleo familiare un dialogo condiviso, centrato sul benessere e sulle risorse che si possono mettere in atto insieme. Poiché la situazione che stiamo vivendo ha un impatto molto forte su tutti i membri della famiglia, condividere questa esperienza ha un’importante funzione di legittimazione e di espressione personale.
Trasformiamo quindi questa situazione di fatica in un’opportunità di trovare nuovi spazi di comunicazione e condivisione con i propri figli.
La stanchezza emotiva e il peso della gestione quotidiana è un aspetto centrale della fatica che i genitori stanno provando in questo momento, ed è importante essere consapevoli che questa fatica è reale e assolutamente normale.
Ciò che conta è comprendere quando questa fatica non è più sopportabile, o impatta sul benessere familiare e sui propri figli in modo significativo. In questo caso è fondamentale chiedere aiuto e richiedere supporto da parte degli specialisti.
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